Femminicidio: le morti silenziose ai tempi del coronavirus

Questo 2020 sarà ricordato come l’anno della prima epidemia “globale”, non ancora, ad oggi, definita pandemia dall’OMS. In questo grande caos e in questo sguazzare nelle paure di malattia e morte non si fermano gli omicidi volontari compiuti a danno delle donne. L’8 marzo, Giornata internazionale dei diritti della donna sembra perdersi nel grande panico.

Leggendo tra i pochi articoli e solo sulle maggiori testate però constato che ciò che sembra  “fare notizia” è il fatto che “8 donne su 10 conoscono il loro killer”.

Chi come me oramai da più di un decennio si occupa di queste problematiche ben sa come l’omicidio sia “solo” l’ultima forma di comunicazione e relazione tra due persone! Il femminicidio è un fenomeno che trova le sue origini e il suo alimentarsi nella cultura, nella società e quindi nelle relazioni tra i gener*. Leggi tutto “Femminicidio: le morti silenziose ai tempi del coronavirus”

Obbligo di trattamento psicologico per i condannati per reati sessuali, per maltrattamenti e per stalking

 

È di questi giorni l’obbligatorietà del trattamento  psicologico  per  i  condannati  per  reati sessuali, per maltrattamenti contro familiari o  conviventi  e  per atti persecutori (legge n.69 del 19luglio 2019). 

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Garante nazionale dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale

Nel sito del Garante nazionale dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale leggiamo che  molti paesi europei prevedono una figura di garanzia dei diritti delle persone private della libertà.

In Italia un percorso avviato fin dal 1997 ha portato all’istituzione del Garante nazionale dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale alla fine del 2013, ma la nomina del Collegio e la costituzione dell’Ufficio, che hanno consentito l’effettiva operatività, sono avvenuti solo nei primi mesi del 2016. Leggi tutto “Garante nazionale dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale”

Corso su come prevenire e gestire le aggressioni contro gli operatori sanitari

Un corso sulle aggressioni e le violenze verso operatori sanitari. Un tema, questo, che riguarda tutte le figure che operano in ambito sanitario.

L’associato Uneba Veneto Opera Santa Maria della Carità  organizza a Mestre (Venezia) il laboratorio di formazione “Caregivers che aggrediscono… Possibili azioni di prevenzione e di intervento attuabili da operatori sanitari”.
Il corso di formazione alla sicurezza è organizzato per giovedì 11 e giovedì 25 ottobre 2018.

E’ stato rilevato un aumento di episodi aggressivi da parte degli utenti verso i professionisti che li curano. Tanto da richiedere che corsi sulle aggressioni  e le violenze verso il personale sanitario siano organizzati a favore di una serie di categorie:

  • operatori socio sanitari,
  • infermieri,
  • logopedisti,
  • fisioterapisti,
  • educatori,
  • psicologi,
  • medici.E questo solo per citarne alcuni. La formazione alla sicurezza su lavoro in ambito socio-sanitario – attraverso corsi mirati – è quindi urgente e importante. Il tema è stato riconosciuto come emergente anche dal Ministero della Sanità, che ha istituito l’Osservatorio contro la violenza agli operatori sanitari.

L’ospite mi picchia. Il famigliare mi insulta. Cosa posso fare?

Come possono agire operatori socio-sanitari, medici, infermieri, educatori, fisioterapisti e altri professionisti per prevenire e gestire comportamenti aggressivi? Come prevenire e gestire violenze da parte dei caregivers o delle persone assistite?

Corso di formazione sulla sicurezza -per prevenire aggressioni e violenze sugli operatori socio-sanitari - Mestre 11 e 25 ottobre 2018

Corso sulle aggressioni e le violenze: un laboratorio per gli operatori sanitari

Con questo laboratorio esperienziale offro, a chi ogni giorno
presta il suo lavoro di cura, alcuni strumenti di lettura delle situazioni di
rischio. E possibili pratiche per poter reagire contenendo l’aggressività
ed evitando la violenza.

Tratterò di come gli operatori possono prevenire e gestire comportamenti aggressivi e/o violenze da parte dei caregivers.

A partire con un  brainstorming guidato su cosa intendiamo per violenza nel posto di lavoro. Poi si continua con analisi di casi, portati anche dagli operatori sanitari.

Si imparerà a  riconoscere i predittori dei comportamenti aggressivi. E a gestire le persone aggressive durante l’evento con tecniche verbali di de-escalation.

Corso di formazione: 11 e 25 ottobre, a Mestre

L’associato Uneba Veneto Opera Santa Maria della Carità  organizza a Mestre (Venezia) il laboratorio di formazione “Caregivers che aggrediscono… Possibili azioni di prevenzione e di intervento attuabili da operatori sanitari”.
Questo corso di formazione alla sicurezza sul lavoro è fissato per giovedì 11 e giovedì 25 ottobre 2018.

L’ospite mi picchia. Il famigliare mi insulta. Cosa posso fare?

Programma del corso sulle aggressioni e le violenze contro gli operatori sanitari

Caregivers che aggrediscono, corso a Mestre – programma delle due giornate e modalità di iscrizione (file zippato)

Il biondino della spider rossa

Il biondino della spider rossa, il libro che analizza l’omicidio di Milena

Genova, giovedì 6 maggio 1971, ore 17. Milena, 13 anni, scompare all’uscita della Scuola Svizzera, dove frequenta la terza media. È figlia di un ricco industriale. Il suo corpo, senza vita, viene trovato in mare due settimane dopo. L’ipotesi investigativa è solo una: il sequestro per motivi di denaro. Ad essere accusato del rapimento e dell’omicidio della studentessa è un giovane di 25 anni, un perdigiorno di famiglia alto-borghese. È soprannominato il “biondino della spider rossa”: non è biondo, né magrolino. Assolto nel processo di primo grado nel 1973, viene condannato all’ergastolo nel 1975. Dopo oltre 40 anni di carcere continua a professarsi innocente.
Questo libro, frutto di una ricerca durata otto anni, esamina gli indizi contro l’imputato, la perizia medico-legale, la personalità del giovane della spider rossa, il ruolo dei media e quello dell’amica di Milena, Isabelle, mai ascoltata al processo. Con un’analisi rigorosa gli autori studiano un evento che ha segnato la Storia civile d’Italia e che anticipa di trent’anni la mediatizzazione televisiva dei grandi casi giudiziari.

http://www.affaritaliani.it/culturaspettacoli/il-biondino-della-spider-rossa-il-libro-che-analizza-omicidio-di-milena-544574.html

Il biondino della spider rossa

Nel 1971 vi fu il rapimento e l’uccisione di Milena Sutter. L’evento sconvolse l’Italia, dato che la famiglia della vittima era nota a tutte le famiglie per i prodotti per la casa reclamizzati sulla Rai attraverso “Carosello”.

Il libro che ho scritto con Maurizio Corte rilegge quella vicenda dal punto di vista criminologico, psicologico e mediatico.

Nel libro vi è anche uno spazio per un argomento importante: la perizia medico-legale dei professori Aldo Franchini, sui cui libri si sono formate generazioni di medici avvocati e magistrati, e Giorgio Chiozza.

IL RAPIMENTO E L’UCCISIONE DI MILENA SUTTER
Genova, giovedì 6 maggio 1971, ore 17. Milena Sutter, 13 anni, scompare all’uscita della Scuola Svizzera, dove frequenta la terza media. È figlia di un ricco industriale della cera. Il suo corpo, senza vita, viene trovato in mare due settimane dopo. L’ipotesi investigativa è solo una: il sequestro per motivi di denaro. Ad essere accusato del rapimento e dell’omicidio della studentessa è un giovane di 25 anni, Lorenzo Bozano, un perdigiorno di famiglia alto-borghese.

È soprannominato il “biondino della spider rossa”: non è biondo, né magrolino. Assolto nel processo di primo grado nel 1973, viene condannato all’ergastolo nel 1975. Dopo oltre 40 anni di carcere continua a professarsi innocente.

A distanza di 47 anni da quella vicenda di violenza su una giovanissima donna, a fine maggio esce in libreria “Il Biondino della Spider Rossa. Crimine, giustizia e media”, edito da Cacucci (Bari).

IL LIBRO SUL CASO DI MILENA SUTTER E LORENZO BOZANO
Il libro esamina gli indizi contro l’imputato, la perizia medico-legale, la personalità del giovane della spider rossa, il ruolo dei media e quello dell’amica di Milena, Isabelle, mai ascoltata al processo.
Con un’analisi rigorosa abbiamo voluto studiare un evento che ha segnato la Storia civile d’Italia e che anticipa di trent’anni la mediatizzazione televisiva dei grandi casi giudiziari. Basti pensare che a metà maggio 1971, Lorenzo Bozano – rilasciato dopo il primo fermo di polizia – concede un’intervista televisiva alla Rai e fa una conferenza-stampa con i giornalisti per proclamare la sua innocenza.

Grazie alle nuove tecniche di analisi e di ricerca messe a disposizione dalle scienze sociali, Laura Baccaro e io rileggiamo da una diversa prospettiva (e senza pregiudizi) gli aspetti di una vicenda ancora tutta da comprendere. E sulla quale la verità storico-scientifica non è ancora stata scritta.

Il libro “Il Biondino della Spider Rossa” ha inizio con una ricostruzione il più possibile obiettiva della vicenda. “Abbiamo cercato di fare ordine nelle inesattezze e nelle informazioni errate comparse negli anni su Internet (le “fake news”, per dirla con il linguaggio corrente di oggi)”, spiega la psicologa e criminologa Laura Baccaro.

La prima parte del libro, dedicata alla “verità storica”, si concentra sui “nodi critici” del caso e sugli indizi contro Lorenzo Bozano, condannato come rapitore e omicida di Milena.

La seconda parte del libro affronta la “verità della Medicina Legale”: la causa della morte della vittima, i mezzi di produzione della stessa e l’epoca del decesso.

La terza parte del libro si concentra sulla “verità psicologica”: è dedicata a Bozano, quello di ieri e quello di oggi, analizzato con una perizia psico-criminologica di Laura Baccaro.

La quarta parte è sulla “verità mediatica”, che è poi quella che ha avuto maggior successo e popolarità fra la gente. Vi si approfondisce un argomento – il ruolo dei media nei fatti giudiziari – vecchio quasi quanto il giornalismo; ma che oggi trova un suo peculiare significato: Internet rende di continuo “presente” ciò che un tempo veniva consegnato a polverosi archivi.

I diritti del libro sono devoluti all’Associazione Psicologo di Strada di Padova, che gestisce lo sportello contro la violenza di genere e lo stalking.