La sofferenza non è solo una diagnosi: ripensare la cura nella psicologia contemporanea

Negli ultimi anni il disagio psicologico viene sempre più spesso tradotto in diagnosi, codici, protocolli e prescrizioni.
La sofferenza viene “letta” rapidamente, incasellata e trattata, ma sempre più raramente ascoltata.

E se una parte importante della cura si stesse perdendo proprio lì, nello spazio dell’incontro e della relazione?

È questa la domanda che attraversa l’intervista a Laura Baccaro, psicologa e criminologa, pubblicata su ebookecm.it, una conversazione che si distingue per profondità, lucidità critica e attenzione alla dimensione umana del lavoro sanitario.

Chi è Laura Baccaro

Laura Baccaro è una professionista che ha costruito il proprio percorso attraversando alcuni degli ambiti più complessi della cura e della giustizia: ha lavorato con persone con disabilità, senza dimora, pazienti psichiatrici e persone autrici di reato.

È Direttrice scientifica della Rivista Psicodinamica Criminale, dirige un Centro per Uomini Autori di Violenza (CUAV), è giudice onorario presso il Tribunale di Sorveglianza di Venezia e docente a contratto all’Università di Verona.
È inoltre autrice dei corsi ECM FAD pubblicati su ebookecm.it.

Il disagio umano non si riduce a una diagnosi

Nell’intervista, Laura Baccaro riflette su come la medicalizzazione crescente del disagio rischi di ridurre l’essere umano a sintomi da catalogare.
Secondo lei, il tempo dedicato all’ascolto e alla relazione è spesso sacrificato a favore di protocolli standardizzati, e questo può far perdere di vista l’esperienza concreta e il significato della sofferenza.

Il paziente non è solo un insieme di sintomi: è una persona con una storia, emozioni, paure e risorse. La cura, per essere autentica, deve riconoscere questa complessità.

Uno sguardo integrato alla persona

Laura Baccaro propone un approccio che integri scienza, psicologia, filosofia e dimensione umana, capace di restituire profondità alla diagnosi e alla pratica clinica.

Citando pensatori come Jung, Rogers e Hillman, ma anche scrittori e poeti come Dostoevskij, Calvino e Alda Merini, sottolinea l’importanza di formare i professionisti non solo alla tecnica, ma anche all’osservazione, all’empatia e alla capacità di stare nell’incontro.

La formazione come responsabilità etica

Per Baccaro, la formazione continua non è solo aggiornamento tecnico: è uno strumento per coltivare il pensiero critico, l’umiltà e la sensibilità interpersonale.
Essere professionisti significa imparare a gestire il cambiamento, riconoscere la paura e l’aggressività del paziente e costruire relazioni autentiche che rispettino l’individualità di ciascuno.

Un invito alla riflessione

L’intervista offre spunti per chiunque lavori nei servizi di cura, nella psicologia e nella formazione: un promemoria sul valore del tempo, dell’ascolto e della relazione umana.
Non propone soluzioni immediate, ma stimola a riflettere sul senso della cura e sull’importanza di vedere la persona nella sua interezza, al di là di protocolli e categorie cliniche. Per approfondire la riflessione sul senso della cura, sull’ascolto e sulla responsabilità etica nella pratica professionale, leggi l’intervista completa a Laura Baccaro su eBook ECM.
👉 La cura come incontro: il percorso di Laura Baccaro tra ascolto, formazione e responsabilità etica