Reati sentinella, stalker e interventi psico-criminologici

I comportamenti di molestie e poi di stalking possono esssere considerati reati c.d. sentinella. Reati che anticipano condotte lesive fino all’omicidio.

Il trattamento per i presunti stalker o autori di reato di stalking e di comportamenti aggressivi è sempre più richiesto dagli avvocati difensori.   E’ fondamentale che l’approccio trattamentale si basi  sulle maggiori evidenze scientifiche. A Padova gli stalker sono seguiti secondo il modello del Trattamento psico-criminologico integrato (TPCI).

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Violenza sulle donne, c’è un disegno di legge che non tutela le donne maltrattate

Le donne italiane – oltre a rischiare di essere vittime della violenza di genere – sono a rischio di una consolidata e progressiva violenza istituzionale.

Su questo tenore va collocata la proposta del nuovo disegno di legge, firmato dal senatore Simone Pillon, che ha come obiettivo quello di rivoluzionare il diritto di famiglia, modificando il rapporto fra genitori separati e prole.

Il punto che mi preme sottolineare riguarda la riforma dell’affido condiviso  e l’obbligo della mediazione familiare per coppie con figli. Le norme previste dal disegno di legge valgono se la coppia non raggiunge un accordo.

Violenza sulle donne e separazione dal marito: la mediazione è dannosa

Nelle dichiarazioni di Pillon la previsione di un percorso obbligatorio di mediazione familiare dovrebbe indirizzare ad una separazione più rispettosa dei diritti dei figli. Tuttavia ritengo che la proposta di legge del senatore Pillon sia una assoluta negazione del riconoscimento delle forme di violenza di genere.

Non solo. Quando ci sono denunce di violenze, di stalking, di lesioni tra i coniugi o ex coniugi che mediazione è possibile? Quando uno dei due interlocutori è assoggettato all’altro – o vive nel terrore di essere picchiato o di perdere i figli – che significato ha la mediazione se non quello di rinforzare il maltrattante, come se ne avesse bisogno?

Se in un colloquio di mediazione emergono maltrattamenti o lesioni, magari avvenute davanti ai figli minori, il mediatore ha l’obbligo di segnalazione, in quanto reati. E quindi cosa significa obbligare alla mediazione?

Non dimentichiamo inoltre che secondo il ciclo della violenza se la coppia sta attraversando la cosiddetta “luna di miele”, il mediatore non si accorgerà della violenza domestica. E rinforzerà nella relazione violenta i ruoli e le dinamiche disfunzionali della coppia.

In più la persona violenta è proprio quella che richiede l’intervento di mediazione spesso per avere l’opportunità “legale” di continuare a controllare e agire potere sulla vittima. Quest’ultima non riesce così ad uscire da questo legame vischioso, aumentando il rischio per la propria incolumità.

Questa proposta di legge non sembra conoscere le dinamiche della violenza di genere (gender-based violence), anzi  non riconosce il genere in ottica assolutamente maschilista e patriarcale che ci riporta indietro nel tempo.

Non conosce  che la mancanza di equilibrio e di potere determina la differenza fra conflitto e violenza: “la violenza contro le donne è una manifestazione dei rapporti di forza storicamente diseguali tra i sessi, che hanno portato alla dominazione sulle donne e alla discriminazione nei loro confronti da parte degli uomini e impedito la loro piena emancipazione”… “la violenza contro le donne è uno dei meccanismi sociali cruciali per mezzo dei quali le donne sono costrette in una posizione subordinata rispetto agli uomini” (Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e il contrasto alla violenza contro le donne e della violenza domestica – Council of Europe Convention on preventing and combating violence against women and domestic violence, 11 maggio 2011, CM(2011) 49 final, CETS no. 210, nota come Convenzione di Instanbul)

È sempre la Convenzione di Istanbul,  ratificata dall’Italia che indica:

Articolo 31 – Custodia dei figli, diritti di visita e sicurezza

1       Le Parti adottano misure legislative o di altro tipo necessarie per garantire che, al momento di determinare i diritti di custodia e di visita dei figli, siano presi in considerazione gli episodi di violenza che rientrano nel campo di applicazione della presente Convenzione.

2       Le Parti adottano le misure legislative o di altro tipo necessarie per garantire che l’esercizio dei diritti di visita o di custodia dei figli non comprometta i diritti e la sicurezza della vittima o dei bambini.

Articolo 33 – Violenza psicologica

Le Parti adottano le misure legislative o di altro tipo necessarie per penalizzare un comportamento intenzionale mirante a compromettere seriamente l’integrità psicologica di una persona con la coercizione o le minacce.

Articolo 48 –    Divieto di metodi alternativi di risoluzione dei conflitti o di misure alternative alle pene obbligatorie

1       Le parti devono adottare le necessarie misure legislative o di altro tipo per vietare il ricorso obbligatorio a procedimenti di soluzione alternativa delle controversie, incluse la mediazione e la conciliazione, in relazione a tutte le forme di violenza che rientrano nel campo di applicazione della presente Convenzione”.

2       Le Parti adottano le misure legislative o di altro tipo destinate a garantire che, se viene inflitto il pagamento di una multa, sia debitamente presa in considerazione la capacità del condannato di adempiere ai propri obblighi finanziari nei confronti della vittima.

Il nuovo disegno di legge, firmato dal senatore Simone Pillon, nel voler rivoluzionare il diritto di famiglia, modificando il rapporto fra genitori separati e prole, arriva a disconoscere quindi la violenza sulle donne. E peggiora, anziché migliorare, la loro condizione quando vittima di maltrattamenti e in una posizione di inferiorità rispetto al marito.

Il biondino della spider rossa

Nel 1971 vi fu il rapimento e l’uccisione di Milena Sutter. L’evento sconvolse l’Italia, dato che la famiglia della vittima era nota a tutte le famiglie per i prodotti per la casa reclamizzati sulla Rai attraverso “Carosello”.

Il libro che ho scritto con Maurizio Corte rilegge quella vicenda dal punto di vista criminologico, psicologico e mediatico.

Nel libro vi è anche uno spazio per un argomento importante: la perizia medico-legale dei professori Aldo Franchini, sui cui libri si sono formate generazioni di medici avvocati e magistrati, e Giorgio Chiozza.

IL RAPIMENTO E L’UCCISIONE DI MILENA SUTTER
Genova, giovedì 6 maggio 1971, ore 17. Milena Sutter, 13 anni, scompare all’uscita della Scuola Svizzera, dove frequenta la terza media. È figlia di un ricco industriale della cera. Il suo corpo, senza vita, viene trovato in mare due settimane dopo. L’ipotesi investigativa è solo una: il sequestro per motivi di denaro. Ad essere accusato del rapimento e dell’omicidio della studentessa è un giovane di 25 anni, Lorenzo Bozano, un perdigiorno di famiglia alto-borghese.

È soprannominato il “biondino della spider rossa”: non è biondo, né magrolino. Assolto nel processo di primo grado nel 1973, viene condannato all’ergastolo nel 1975. Dopo oltre 40 anni di carcere continua a professarsi innocente.

A distanza di 47 anni da quella vicenda di violenza su una giovanissima donna, a fine maggio esce in libreria “Il Biondino della Spider Rossa. Crimine, giustizia e media”, edito da Cacucci (Bari).

IL LIBRO SUL CASO DI MILENA SUTTER E LORENZO BOZANO
Il libro esamina gli indizi contro l’imputato, la perizia medico-legale, la personalità del giovane della spider rossa, il ruolo dei media e quello dell’amica di Milena, Isabelle, mai ascoltata al processo.
Con un’analisi rigorosa abbiamo voluto studiare un evento che ha segnato la Storia civile d’Italia e che anticipa di trent’anni la mediatizzazione televisiva dei grandi casi giudiziari. Basti pensare che a metà maggio 1971, Lorenzo Bozano – rilasciato dopo il primo fermo di polizia – concede un’intervista televisiva alla Rai e fa una conferenza-stampa con i giornalisti per proclamare la sua innocenza.

Grazie alle nuove tecniche di analisi e di ricerca messe a disposizione dalle scienze sociali, Laura Baccaro e io rileggiamo da una diversa prospettiva (e senza pregiudizi) gli aspetti di una vicenda ancora tutta da comprendere. E sulla quale la verità storico-scientifica non è ancora stata scritta.

Il libro “Il Biondino della Spider Rossa” ha inizio con una ricostruzione il più possibile obiettiva della vicenda. “Abbiamo cercato di fare ordine nelle inesattezze e nelle informazioni errate comparse negli anni su Internet (le “fake news”, per dirla con il linguaggio corrente di oggi)”, spiega la psicologa e criminologa Laura Baccaro.

La prima parte del libro, dedicata alla “verità storica”, si concentra sui “nodi critici” del caso e sugli indizi contro Lorenzo Bozano, condannato come rapitore e omicida di Milena.

La seconda parte del libro affronta la “verità della Medicina Legale”: la causa della morte della vittima, i mezzi di produzione della stessa e l’epoca del decesso.

La terza parte del libro si concentra sulla “verità psicologica”: è dedicata a Bozano, quello di ieri e quello di oggi, analizzato con una perizia psico-criminologica di Laura Baccaro.

La quarta parte è sulla “verità mediatica”, che è poi quella che ha avuto maggior successo e popolarità fra la gente. Vi si approfondisce un argomento – il ruolo dei media nei fatti giudiziari – vecchio quasi quanto il giornalismo; ma che oggi trova un suo peculiare significato: Internet rende di continuo “presente” ciò che un tempo veniva consegnato a polverosi archivi.

I diritti del libro sono devoluti all’Associazione Psicologo di Strada di Padova, che gestisce lo sportello contro la violenza di genere e lo stalking.

Carcere e salute

Carcere e salute, un tema complesso. Ieri sera ne ho parlato con il prof. Mosconi in diretta a “Stammi bene” a CafèTV24, ospiti della giornalista Nicolezza Rizzi.

Psicologia, salute e giustizia

Il lavoro di psicologa  oramai da quasi venti anni rappresenta ancora una sfida e una passione. Lavorare con gli altri, incontrare e conoscere persone diverse, di differenti provenienze, con problematicità sfumate o importanti credo sia la maggior ricchezza che questa professione offre.

Credo che il benessere psicologico sia una condizione di equilibrio fra la persona con le sue necessità e le sue risorse, e l’ambiente in cui vive. Si tratta di una condizione dinamica, in continuo mutamento, il cui equilibrio non è dato a priori ma è il risultato di una valutazione che la persona fa della propria qualità di vita, e dipende da numerosissimi fattori individuali, relazionali e ambientali. Leggi tutto “Psicologia, salute e giustizia”

Valutazione e interventi con gli stalker

Come psicologa e criminologa seguo presunti stalker o autori di reato di stalking. Il trattamento è individuale  secondo il modello del Trattamento psico-criminologico integrato (TPCI), con incontri settimanali, monitoraggio continuo e valutazione del rischio per una completa tutela della vittima. Il trattamento dura dai 9 ai 12 mesi.

Gli interventi con gli stalker sono ancora poco frequenti anche se le richieste per la valutazione psico-criminologica degli autori di stalking sono in aumento.

Nella legge 15 ottobre 2013, n. 119, di conversione del decreto-legge 14 agosto 2013, n. 93 (sul c.d. femminicidio), è stato introdotto un meccanismo in sede cautelare, dove si è aggiunto all’art. 282-quater, comma 1, c.p.p. «Quando l’imputato si sottopone positivamente ad un programma di prevenzione della violenza organizzato dai servizi socio-assistenziali del territorio, il responsabile del servizio ne dà comunicazione al pubblico ministero e al giudice ai fini della valutazione ai sensi dell’articolo 299, comma 2», ossia dell’attenuazione delle esigenze cautelari e della sostituzione della misura con altra meno gravosa.

Di fatto i servizi sul territorio non sono attrezzati per rispondere a queste esigenze e, soprattutto, non sono stati stanziati fondi. Ergo un autore di reato deve avere la possibilità economica di sostenere un percorso trattamentale presso un professionista privato competente.

Lo stalking in ambito relazionale

Lo stalking si può descrivere come un’estensione al concetto di violenza domestica.

Lo stalking é stato associato a questo tipo di rappresentazione poichè la dinamica relazionale dello stalker ricorda la c.d. “ruota del potere” di Duluth,cioè un   “gioco” di potere e di controllo sulla vittima.

Ricordo che l’obiettivo dello stalker è il potere, cioè giungere al controllo totale della vittima, territoriale e spaziale vero e proprio , così che si trovi prigioniera. Lo stalking non è una nuova categoria diagnostica, ma a livello descrittivo è una “deviazione quantitativa” di un comportamento consueto.

Anche se la fenomenologia di stalking sembra essere piuttosto omogenea, le tipologie di stalker sono distinte: devono essere considerate le relazioni carnefice-vittima e gli aspetti motivazionali, questo perché studi internazionali dimostrano come uno stalker possa avere un numero anche consistente di vittime durante il suo ciclo di vita.