Intervista a Radio Canale Italia

In novembre sono stata ospite a Radio Canale Italia per un‘intervista.

Ho raccontato del mio lavoro di psicologa giuridica e dell’attività a sostegno e tutela delle vittime di violenza e maltrattamento nelle relazioni affettive.

Un tema quanto mai attuale.

L’intervista, una piacevole chiaccherata, è andata in onda Domenica 09/12/2018, a partire dalla mezzanotte.

L’audiovideo dell’intervista la potete vedere e ascoltare cliccando su:

 

 

Buon ascolto!

Reati sentinella, stalker e interventi psico-criminologici

I comportamenti di molestie e poi di stalking possono esssere considerati reati c.d. sentinella. Reati che anticipano condotte lesive fino all’omicidio.

Il trattamento per i presunti stalker o autori di reato di stalking e di comportamenti aggressivi è sempre più richiesto dagli avvocati difensori.   E’ fondamentale che l’approccio trattamentale si basi  sulle maggiori evidenze scientifiche. A Padova gli stalker sono seguiti secondo il modello del Trattamento psico-criminologico integrato (TPCI).

Interventi di prevenzione

Il giudice Roia nel suo libro Crimini contro le donne: Politiche, leggi, Ibuone pratiche” invita anche all’intervento trattamentale sull’autore di reato nella fase di cognizione. Ovvero l’imputato, qualora non siano presenti psicopatologie che incidano negativamente sulla capacità d’intendere e di volere, deve-può essere trattato. Il trattamento è necessario per acquisire la percezione del disvalore giuridico e sociale del comportamento in ottica di prevenzione della recidiva. E sono trattamenti sul riconoscimento e consapevolezza delle emozioni e dei comportamenti aggressivi e violenti, di rieducazione alla socialità e di riduzione del rischio della recidiva.

La partecipazione ai programmi di trattamento ha effetti anche per la vicenda giudiziaria del soggetto. in particolare:

Quando l’imputato si sottopone positivamente ad un programma di prevenzione della violenza organizzato dai servizi del territorio il responsabile del servizio ne dà comunicazione al P.M. e al Giudice ai fini della valutazione (attenuazione delle esigenze cautelari).

L’indagato sottoposto ad una misura cautelare non detentiva accetta un’osservazione trattamentale per poter ottenere dei benefici sul piano dell’attenuazione o revoca della misura coercitiva adottata. L’osservazione va da sé che deve essere rigorosa e strutturata per evitare manipolazioni o adesioni strumentali al fine di ottenere benefici.

L’importanza dei reati c.d. sentinella del maltrattamento

Il giudice Roia parla anche d’interventi per anticipare la soglia di osservazione dei reati c.d. sentinella del maltrattamento. Ovvero di quelle situazioni violente e aggressive segnalate da diversi agenti istituzionali o sociali che arrivano al Questore il quale può procedere all’ammonimento, cioè con un ordine di cessazione della condotta violenza, dell’autore di fatto.  E l’intervento trattamentale può essere proposto in fase di ammonimento o addirittura rafforzare l’atto amministrativo dell’ammonimento con un’ingiunzione trattamentale.

Questo perché alcuni comportamenti e modalità di comunicazione del presunto stalker sono da considerare “eventi sentinella” cioè eventi che preludono a quell’escalation del comportamento di stalking e violenza che ben conosciamo.

Diventa  importante ai fini della prevenzione di violenza e maltrattamento riconoscere i reati c.d. sentinella, le comunicazioni violente e tutti i comportamenti molesti che possono diventare reato di stalking. Quindi  abbinare all’ammonimento del Questore dei colloqui psico-criminologici è fondamentale. Questi colloqui servono per limitare ed effettivamente intervenire sulla prevenzione della commissione dei reati. Interventi preventivi per la tutela della vittima piuttosto che  repressione dei comportamenti quando già sono avvenuti e la vittima ha già subito un danno.

Il Trattamento psico-criminologico integrato (TPCI)

I colloqui trattamentali indagano gli aspetti criminogenetici e criminodinamici del comportamento persecutorio e/o violento e perciò sono la base per la valutazione del rischio di commissione reato. Il trattamento molto importanteper la tutela della vittima.

Inoltre, la letteratura indica diverse tipologie di stalker, diverse tipologie di maltrattanti e abusatori e durante il colloqui si chiariscono questi aspetti. Definire   le tipologie, le categorie è essenziale per la scelta degli interventi più efficaci.

Anche a Padova esiste la possibilità del trattamento per i presunti stalker o autori di reato di stalking e di comportamenti aggressivi.  Gli indiziati e gli indagati sono seguiti secondo il modello del Trattamento psico-criminologico integrato (TPCI) che si basa sulle maggiori evidenze scientifiche.

Gli incontri sono individuali proprio per aderire alle richieste  cautelari,  o delle indicazioni dell’ammonimento o in base alle esigenze socio-personologiche del soggetto.

Gli incontri di Trattamento psico-criminologico integrato sono settimanali, con monitoraggio continuo e frequenti valutazioni del rischio per una completa tutela della vittima. Il trattamento dura dai 9 ai 12 mesi.

Fondamentale è il continuo contatto e confronto con il difensore o gli Enti preposti invianti.

 

Vittime di stalking: valutazione del rischio

Per quanto riguarda le vittime  l’attività di consulenza offerta consiste nel dare strumenti per riappropriarsi di una comunicazione alterata dallo stalker e per riprendersi in mano, per quanto possibile, gli spazi della quotidianità nella quale il molestatore agisce.

Durante il colloquio psico-criminologico si valuta il rischio che la vittima sta correndo poiché le condotte di stalking possono essere predittive ed indicative di comportamenti di aggressione. È difficile prevedere ciò che uno stalker può fare, quando e come.

Alcuni stalker si qualificheranno per fasi successive in poche settimane o addirittura giorni. In altri casi, gli stalker che si sono impegnati in alcune delle più gravi azioni possono lasciar passare mesi o anche anni senza tentare un contatto successivo.

Le analisi criminogenetica e criminodinamica del comportamento di stalking sono le basi per iniziare un processo di valutazione del rischio (risk assesment) e poi di conseguenza si può parlare di gestione del rischio (risk management).

Sono i tasselli essenziali per individuare l’intervento migliore proprio per “quel caso”, per prevenire la recidiva e l’escalation della violenza e per proteggere proprio “quella vittima”. Sono metodologie che a partire da una estrema individualizzazione e identificazione della tipologia di stalker cercano la migliore tutela della vittima.

La vittima è sostenuta nel riprendere controllo sulle cose normali di tutti i giorni, anche attraverso la compilazione diario dello stalking, nel non sentirsi in colpa ma soprattutto nel riconoscere e gestire la comunicazione con lo stalker.  In due, tre colloqui può eventualmente essere accompagnata a sporgere denuncia nei confronti del proprio molestatore.

Stalking: valutazione e interventi con gli stalker

I presunti stalker o autori di reato di stalking possono essere seguiti individualmente  secondo il modello del Trattamento psico-criminologico integrato (TPCI), con incontri settimanali, monitoraggio continuo e valutazione del rischio per una completa tutela della vittima. Il trattamento dura dai 9 ai 12 mesi.

Gli interventi con gli stalker sono ancora poco frequenti anche se le richieste per la valutazione psico-criminologica degli autori di stalking sono in aumento. Nella legge 15 ottobre 2013, n. 119, di conversione del decreto-legge 14 agosto 2013, n. 93 (sul c.d. femminicidio), è stato introdotto un meccanismo in sede cautelare, dove si è aggiunto all’art. 282-quater, comma 1, c.p.p. «Quando l’imputato si sottopone positivamente ad un programma di prevenzione della violenza organizzato dai servizi socio-assistenziali del territorio, il responsabile del servizio ne dà comunicazione al pubblico ministero e al giudice ai fini della valutazione ai sensi dell’articolo 299, comma 2», ossia dell’attenuazione delle esigenze cautelari e della sostituzione della misura con altra meno gravosa.

Di fatto i servizi sul territorio non sono attrezzati per rispondere a queste esigenze e, soprattutto, non sono stati stanziati fondi. Ergo un autore di reato deve avere la possibilità economica di sostenere un percorso trattamentale presso un professionista privato competente.

Lo stalking in ambito relazionale

Lo stalking si può descrivere come un’estensione al concetto di violenza domestica: questo tipo di rappresentazione ricorda la c.d. “ruota del potere” di Duluth[1], un “gioco” di potere e di controllo sulla vittima e infatti l’obiettivo dello stalker è il potere, cioè giungere al controllo territoriale e spaziale vero e proprio sulla vittima, così che si trovi prigioniera. Lo stalking non è una nuova categoria diagnostica, ma a livello descrittivo è una “deviazione quantitativa” di un comportamento consueto.

Anche se la fenomenologia di stalking sembra essere piuttosto omogenea, le tipologie di stalker sono distinte: devono essere considerate le relazioni carnefice-vittima e gli aspetti motivazionali, questo perché studi internazionali dimostrano come uno stalker possa avere un numero anche consistente di vittime durante il suo ciclo di vita.

[1] Questo concetto è stato elaborato negli USA da un gruppo di donne maltrattate, di operatrici e ricercatrici che facevano parte del progetto Duluth (1993). Ellen Pence e Micheal Paymar- Education groups for men who batter: the Duluth model. Tratto da: http://www.theduluthmodel.org/pdf/PowerandControl.pdf