Contro la violenza alle donne: Corso gratuito

La violenza di genere nel sistema dell’urgenza: dal riconoscimento alla risposta operativa è il corso promosso dalla Scuola di Sanità Pubblica della Regione Veneto.

I professionisti della salute devono essere sensibilizzati rispetto al tema della violenza di genere e devono essere fornite loro le conoscenze e gli strumenti per intercettare in modo più efficace i casi di violenza.

Nel Corso della durata di due giornate e completamente gratuito saranno trattati i seguenti temi:

  • Il fenomeno della violenza di genere
  • La comunicazione con la vittima di violenza
  • Le procedure di riferimento nei casi di violenza sessuale
  • La rete intra ed extra ospedaliera
  • Gli aspetti medico-legali nella violenza di genere e sessuale
  • Il ruolo delle forze dell’ordine
  • La valutazione del rischio di recidiva di violenza
  • Il ruolo del Centro Antiviolenza
  • Le linee guida ministeriali

Onorata e orgogliosa di essere tra i formatori.

Il corso prevede un numero massimo di 30 partecipanti, ripartiti tra le figure professionali di seguito indicate:

FIGURE PROFESSIONALI

  • Medici e Infermieri di PS e SUEM dell’Azienda ULSS di appartenenza (ed ev. limitrofe)
  • Personale medico, infermieristico e ostetrico della stessa Azienda sanitaria e afferenti alle seguenti UO e Servizi: Medicina legale, Pediatria, Ostetricia e ginecologia, Malattie Infettive, Distretti socio-sanitari
  • Psicologi, Assistenti sociali e Avvocati operanti nei Centri Antiviolenza
  • Medici di medicina generale
  • Rappresentanti delle forze dell’ordine
  • Farmacisti

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Violenza sulle donne, c’è un disegno di legge che non tutela le donne maltrattate

Le donne italiane – oltre a rischiare di essere vittime della violenza di genere – sono a rischio di una consolidata e progressiva violenza istituzionale.

Su questo tenore va collocata la proposta del nuovo disegno di legge, firmato dal senatore Simone Pillon, che ha come obiettivo quello di rivoluzionare il diritto di famiglia, modificando il rapporto fra genitori separati e prole.

Il punto che mi preme sottolineare riguarda la riforma dell’affido condiviso  e l’obbligo della mediazione familiare per coppie con figli. Le norme previste dal disegno di legge valgono se la coppia non raggiunge un accordo.

Violenza sulle donne e separazione dal marito: la mediazione è dannosa

Nelle dichiarazioni di Pillon la previsione di un percorso obbligatorio di mediazione familiare dovrebbe indirizzare ad una separazione più rispettosa dei diritti dei figli. Tuttavia ritengo che la proposta di legge del senatore Pillon sia una assoluta negazione del riconoscimento delle forme di violenza di genere.

Non solo. Quando ci sono denunce di violenze, di stalking, di lesioni tra i coniugi o ex coniugi che mediazione è possibile? Quando uno dei due interlocutori è assoggettato all’altro – o vive nel terrore di essere picchiato o di perdere i figli – che significato ha la mediazione se non quello di rinforzare il maltrattante, come se ne avesse bisogno?

Se in un colloquio di mediazione emergono maltrattamenti o lesioni, magari avvenute davanti ai figli minori, il mediatore ha l’obbligo di segnalazione, in quanto reati. E quindi cosa significa obbligare alla mediazione?

Non dimentichiamo inoltre che secondo il ciclo della violenza se la coppia sta attraversando la cosiddetta “luna di miele”, il mediatore non si accorgerà della violenza domestica. E rinforzerà nella relazione violenta i ruoli e le dinamiche disfunzionali della coppia.

In più la persona violenta è proprio quella che richiede l’intervento di mediazione spesso per avere l’opportunità “legale” di continuare a controllare e agire potere sulla vittima. Quest’ultima non riesce così ad uscire da questo legame vischioso, aumentando il rischio per la propria incolumità.

Questa proposta di legge non sembra conoscere le dinamiche della violenza di genere (gender-based violence), anzi  non riconosce il genere in ottica assolutamente maschilista e patriarcale che ci riporta indietro nel tempo.

Non conosce  che la mancanza di equilibrio e di potere determina la differenza fra conflitto e violenza: “la violenza contro le donne è una manifestazione dei rapporti di forza storicamente diseguali tra i sessi, che hanno portato alla dominazione sulle donne e alla discriminazione nei loro confronti da parte degli uomini e impedito la loro piena emancipazione”… “la violenza contro le donne è uno dei meccanismi sociali cruciali per mezzo dei quali le donne sono costrette in una posizione subordinata rispetto agli uomini” (Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e il contrasto alla violenza contro le donne e della violenza domestica – Council of Europe Convention on preventing and combating violence against women and domestic violence, 11 maggio 2011, CM(2011) 49 final, CETS no. 210, nota come Convenzione di Instanbul)

È sempre la Convenzione di Istanbul,  ratificata dall’Italia che indica:

Articolo 31 – Custodia dei figli, diritti di visita e sicurezza

1       Le Parti adottano misure legislative o di altro tipo necessarie per garantire che, al momento di determinare i diritti di custodia e di visita dei figli, siano presi in considerazione gli episodi di violenza che rientrano nel campo di applicazione della presente Convenzione.

2       Le Parti adottano le misure legislative o di altro tipo necessarie per garantire che l’esercizio dei diritti di visita o di custodia dei figli non comprometta i diritti e la sicurezza della vittima o dei bambini.

Articolo 33 – Violenza psicologica

Le Parti adottano le misure legislative o di altro tipo necessarie per penalizzare un comportamento intenzionale mirante a compromettere seriamente l’integrità psicologica di una persona con la coercizione o le minacce.

Articolo 48 –    Divieto di metodi alternativi di risoluzione dei conflitti o di misure alternative alle pene obbligatorie

1       Le parti devono adottare le necessarie misure legislative o di altro tipo per vietare il ricorso obbligatorio a procedimenti di soluzione alternativa delle controversie, incluse la mediazione e la conciliazione, in relazione a tutte le forme di violenza che rientrano nel campo di applicazione della presente Convenzione”.

2       Le Parti adottano le misure legislative o di altro tipo destinate a garantire che, se viene inflitto il pagamento di una multa, sia debitamente presa in considerazione la capacità del condannato di adempiere ai propri obblighi finanziari nei confronti della vittima.

Il nuovo disegno di legge, firmato dal senatore Simone Pillon, nel voler rivoluzionare il diritto di famiglia, modificando il rapporto fra genitori separati e prole, arriva a disconoscere quindi la violenza sulle donne. E peggiora, anziché migliorare, la loro condizione quando vittima di maltrattamenti e in una posizione di inferiorità rispetto al marito.

Corso su come prevenire e gestire le aggressioni contro gli operatori sanitari

Un corso sulle aggressioni e le violenze verso operatori sanitari. Un tema, questo, che riguarda tutte le figure che operano in ambito sanitario.

L’associato Uneba Veneto Opera Santa Maria della Carità  organizza a Mestre (Venezia) il laboratorio di formazione “Caregivers che aggrediscono… Possibili azioni di prevenzione e di intervento attuabili da operatori sanitari”.
Il corso di formazione alla sicurezza è organizzato per giovedì 11 e giovedì 25 ottobre 2018.

E’ stato rilevato un aumento di episodi aggressivi da parte degli utenti verso i professionisti che li curano. Tanto da richiedere che corsi sulle aggressioni  e le violenze verso il personale sanitario siano organizzati a favore di una serie di categorie:

  • operatori socio sanitari,
  • infermieri,
  • logopedisti,
  • fisioterapisti,
  • educatori,
  • psicologi,
  • medici.E questo solo per citarne alcuni. La formazione alla sicurezza su lavoro in ambito socio-sanitario – attraverso corsi mirati – è quindi urgente e importante. Il tema è stato riconosciuto come emergente anche dal Ministero della Sanità, che ha istituito l’Osservatorio contro la violenza agli operatori sanitari.

L’ospite mi picchia. Il famigliare mi insulta. Cosa posso fare?

Come possono agire operatori socio-sanitari, medici, infermieri, educatori, fisioterapisti e altri professionisti per prevenire e gestire comportamenti aggressivi? Come prevenire e gestire violenze da parte dei caregivers o delle persone assistite?

Corso di formazione sulla sicurezza -per prevenire aggressioni e violenze sugli operatori socio-sanitari - Mestre 11 e 25 ottobre 2018

Corso sulle aggressioni e le violenze: un laboratorio per gli operatori sanitari

Con questo laboratorio esperienziale offro, a chi ogni giorno
presta il suo lavoro di cura, alcuni strumenti di lettura delle situazioni di
rischio. E possibili pratiche per poter reagire contenendo l’aggressività
ed evitando la violenza.

Tratterò di come gli operatori possono prevenire e gestire comportamenti aggressivi e/o violenze da parte dei caregivers.

A partire con un  brainstorming guidato su cosa intendiamo per violenza nel posto di lavoro. Poi si continua con analisi di casi, portati anche dagli operatori sanitari.

Si imparerà a  riconoscere i predittori dei comportamenti aggressivi. E a gestire le persone aggressive durante l’evento con tecniche verbali di de-escalation.

Corso di formazione: 11 e 25 ottobre, a Mestre

L’associato Uneba Veneto Opera Santa Maria della Carità  organizza a Mestre (Venezia) il laboratorio di formazione “Caregivers che aggrediscono… Possibili azioni di prevenzione e di intervento attuabili da operatori sanitari”.
Questo corso di formazione alla sicurezza sul lavoro è fissato per giovedì 11 e giovedì 25 ottobre 2018.

L’ospite mi picchia. Il famigliare mi insulta. Cosa posso fare?

Programma del corso sulle aggressioni e le violenze contro gli operatori sanitari

Caregivers che aggrediscono, corso a Mestre – programma delle due giornate e modalità di iscrizione (file zippato)

Violenza di genere: interventi di cura e tutela

I comportamenti di violenza, fisica e psicologica, di aggressione fisica e sessuale, maltrattamenti e abuso all’interno delle relazioni affettive o da persone conosciute sono in aumento.
I professionisti sanitari si trovano sempre più a dover dare risposte adeguate di salute e tutela alle persone vittime, a fronte anche di criticità e difficoltà dei servizi.
Accade però che non sempre, come alcune (poche) ricerche evidenziano, i segni della violenza, soprattutto se non “solo” fisica e sessuale siano riconosciuti. Viene cioè a mancare quella competenza di lettura dei ‘sintomi’ che può aiutare a far emerge le situazioni taciute e, a volte, a rischio per l’incolumità della vittima stessa.
La necessità di una formazione dedicata ai professionisti sanitari risponde all’esigenza di dare la migliore assistenza possibile alle vittime di questo poliedrico fenomeno.
il 18 ottobre sarà a Trento al Centro Format per fare formazione su questi temi.
Gli obiettivi del corso sono:
• sviluppare competenze di anticipazione, cioè per prefigurarsi gli eventi secondo i modelli della ruota della violenza e in conseguenza di ciò implementare strategie di intervento adeguate
• identificare gli strumenti di tipo relazionale, appropriati a comunicare ‘con cura’ con le vittime, ad accogliere il dolore della violenza
• promuovere lo sviluppo di competenze per conoscere e controllare le proprie reazioni emotive
• promuovere l’auto-riflessione, cioè la capacità di riflettere sui processi di analisi della realtà e sulle procedure decisionali, generando nuove competenze emotive e cognitive, nonché comportamentali
• riconoscere precocemente gli indicatori specifici di abuso e analisi della violenza come possibile co-fattore eziologico per lo sviluppo di patologie organiche e mentali

Tratterò:
• Le dimensioni sociali della violenza di genere: teorie, dati e ricerche
• Violenza come problema sanitario: ruolo dei sistemi sanitari
• Le linee guida ministeriali del percorso assistenziale
• I protocolli di accoglienza e di tutela delle vittime

Conseguenze della violenza
• Indicatori utili per la rilevazione della violenza domestica: il ruolo chiave dei professionisti sanitari
• Definizioni operative: maltrattamenti, violenza domestica, violenza sessuale, abuso
• Aspetti psico-forensi nella raccolta delle informazioni e gli obblighi del professionista sanitario
• Primo intervento: tecniche di comunicazione con la vittima di violenza domestica
• Valutazione e gestione dell’impatto emotivo negli operatori sanitari nei casi di violenza di genere

Puoi scaricare la brochure qua.